Eurobarometro indaga su spreco alimentare e comportamento dei cittadini sulle date di scadenza e termine minimo di conservazione

Il servizio di ricerca e analisi demoscopica dell’Unione europea, Eurobarometro, si è occupato di svolgere un’ indagine sui temi dello spreco alimentare e del comportamento dei cittadini di fronte alle date di scadenza e al termine minimo di conservazione.

Indagine Etichetta Alimentari

L’indicazione “consumare preferibilmente entro il …” se viene mal interpretata dai consumatori, può causare un aumento di rifiuti alimentari, incoraggiando i consumatori a buttare via prodotti ancora idonei per essere consumati. L’indagine è stata effettuata nel periodo dall’1 al 3 settembre 2015 in tutti i 28 paesi dell’Unione europea, e sono state intervistate 26.601 persone, di cui 1.003 in Italia.

È stato rilevato che il 67 % degli italiani, rispetto ad un valore medio europeo pari al 58%, quando fa la spesa o cucina, verifica sempre le date “da consumare entro…” e “da consumarsi preferibilmente entro il…”. Il 52 % degli italiani, contro la media europea del 40%, pensa correttamente che la dicitura “da consumare entro…” significa che il cibo non dovrebbe essere consumato dopo quella data, ma il 20 %, contro il 28% medio europeo, confonde questa indicazione con il termine minimo di conservazione.

Il 56 %, contro il 47 % della media europea, interpreta correttamente il significato della scritta “da consumarsi preferibilmente entro il…” e ne è al corrente che si tratta di un termine minimo di conservazione per cui il cibo può essere consumato anche dopo la data indicata sull’etichetta, ma potrebbe non essere più della stessa qualità. Invece il 21%, contro il 24% medio degli europei, pensa invece che dopo tale data l’alimento non vada consumato.

FONTE: http://www.ilfattoalimentare.it/scadenza-tmc-spreco-indagine.html