Scopriamo la polenta bianca, gustosa e delicata adatta per accompagnare piatti saporiti

Negli anni passati la polenta era la protagonista della maggior parte delle tavole contadine del Nord Italia, economica e nutriente in tempi di magra era il sostentamento per le famiglie numerose che non potevano permettersi di presentare piatti più ricchi in tavola. La polenta più diffusa, specialmente nel Triveneto, non era però quella classica di farina gialla che conosciamo ora, ma quella ottenuta dalla farina di mais bianco, un prodotto ormai quasi dimenticato.

mais bianco

mais-bianco

La farina ricavata dal mais bianco si presenta all’aspetto bianca e quasi perlata, la grana è più fine di quella gialla e il sapore più delicato. Al giorno d’oggi è un prodotto di nicchia e persino più costoso che resta diffuso nei luoghi di coltivazione più tradizionali, e solo ultimamente sta iniziando ad essere rivalutata anche nei ristoranti, mentre la polenta gialla è diffusa su tutto il territorio.

La preparazione è identica a quella della polenta gialla, ma il sapore è totalmente diverso, la bianca si presta ad accompagnare i piatti senza coprirne il sapore e senza interferire con il gusto a cui viene abbinata, e anzi, esalta il sapore di ciò che accompagna grazie alla grana sottile che la rende molto più morbida e liscia in bocca.

Esattamente come la polenta gialla, quella bianca si può consumare morbida al cucchiaio insieme a pietanze in umido (perfetta abbinata con la “Mousse di merluzzo: un secondo sfizioso per tutti“) oppure tagliata a fettine una volta raffreddata e grigliata sulla piastra per essere usata al posto del pane.

Non si può dire se una sia meglio dell’altra, sono due tipi di pietanze diverse che per le loro caratteristiche sono più o meno adatte secondo l’abbinamento che viene proposto, ma sicuramente entrambe sono passate dall’essere un piatto per poveri e contadini all’essere una base delicata anche per piatti raffinati e palati più esigenti.